Cura e pelo
pH dello shampoo per cane: perché un prodotto umano non va bene
La pelle del cane è vicina alla neutralità, la pelle umana è acida. Che cosa cambia tutto questo, in concreto, nella scelta di uno shampoo per il cane.
Il pH, in un minuto
Il pH misura l'acidità di un ambiente su una scala da 0 a 14. Sotto 7 è acido. A 7 è neutro. Sopra è basico. La pelle, come ogni superficie umida, ha il proprio pH, e non è lo stesso in tutte le specie.
Nell'essere umano adulto la superficie della pelle è francamente acida, attorno a 5. Si parla di mantello acido, ed è una parte della difesa della pelle: molti batteri indesiderati si insediano male in ambiente acido, mentre la flora residente ci sta volentieri.
Nel cane la superficie cutanea è vicina alla neutralità. I valori rilevati variano in base alla razza, alla zona del corpo, all'età e al metodo di misura, ma restano nettamente più alti che nell'essere umano. È un fatto consolidato in dermatologia veterinaria, ed è il punto di partenza di tutta la questione dello shampoo.
Il film idrolipidico, spiegato in modo semplice
Sulla superficie della pelle c'è una miscela sottile di acqua e di grassi, prodotta dalla pelle stessa. I grassi vengono dal sebo e dai lipidi fabbricati dalle cellule dello strato corneo. L'acqua viene dalla sudorazione e dall'evaporazione naturale. Questa miscela forma una pellicola continua, il film idrolipidico, sulla quale vive una flora microbica normale.
Questo film serve a tre cose. Trattiene l'acqua all'interno della pelle e limita la disidratazione. Costituisce una barriera fisica e chimica verso gli irritanti e i microrganismi di passaggio. Mantiene il pH di superficie nella sua zona abituale.
Uno shampoo, qualunque esso sia, toglie una parte di questo film. È anzi la sua funzione. Tutta la questione è sapere quanto ne toglie, e in quanto tempo la pelle ricostituisce il resto. Un prodotto adatto porta via quello che serve e lascia alla pelle il tempo di rimettersi in qualche ora. Un prodotto troppo aggressivo porta via più del necessario e lascia dietro di sé una pelle secca, che tira e che prude.
Perché lo shampoo umano non è adatto
Due ragioni si sommano, e il pH è solo la prima.
Il pH, prima di tutto. Uno shampoo umano è regolato per una pelle acida. Applicato su una pelle vicina alla neutralità, spinge la superficie verso uno stato che non è il suo. La pelle del cane torna da sé al proprio pH, ma nel frattempo il terreno è cambiato, e un uso ripetuto non lascia il tempo del recupero.
I tensioattivi, poi. Sono gli agenti lavanti. Quelli degli shampoo umani sono dosati per un cuoio capelluto che produce molto sebo e che tollera lavaggi frequenti. Su un cane sgrassano oltre quello che è utile. Si aggiungono profumi e agenti cosmetici pensati per la capigliatura umana, che al pelo del cane non portano nulla.
Infine, lo strato corneo del cane è strutturalmente più sottile di quello umano. Il margine di errore è quindi più stretto.
| Che cosa si legge sul flacone | Che cosa vuol dire | Che cosa non dice |
|---|---|---|
| pH neutro | Il prodotto è regolato sulla pelle del cane | Niente sulla delicatezza degli agenti lavanti |
| Senza sapone | Nessun sapone alcalino classico | Niente sulla presenza di tensioattivi aggressivi |
| Naturale, bio | Origine degli ingredienti | Niente sulla tollerabilità cutanea |
| Ipoallergenico | Assenza degli allergeni cosmetici più comuni | Nessuna garanzia individuale |
Che cosa conta tanto quanto il pH
Il risciacquo. Un residuo di prodotto lasciato nel pelo irrita e fa prudere, anche con una formula impeccabile. Si risciacqua finché l'acqua è perfettamente chiara.
La temperatura. L'acqua tiepida basta. L'acqua calda accelera la disidratazione e aumenta la sensazione di prurito.
La frequenza. Il miglior shampoo del mondo usato troppo spesso danneggia il film idrolipidico con la stessa sicurezza di un cattivo prodotto.
Gli oli essenziali aggiunti a uno shampoo o all'acqua di risciacquo non sono un gesto innocuo, e sono particolarmente pericolosi per il gatto, anche per semplice contatto o per diffusione nella stanza. Le ricette fatte in casa con aceto, limone o bicarbonato spostano il pH della pelle in un senso o nell'altro, senza alcun controllo.
Un ultimo riferimento. Se la pelle del tuo cane resta secca, desquamata o irritata malgrado un prodotto adatto e un risciacquo accurato, non è più una questione di flacone. Una pelle che non ritrova il suo stato normale indica qualcosa che l'etichetta non risolverà, e questo si mostra a un veterinario.
Domande frequenti
Quale pH deve avere uno shampoo per cane?
Un prodotto destinato al cane è formulato attorno alla neutralità, cioè un pH vicino a 7, mentre gli shampoo umani girano piuttosto attorno a 5. Questo valore non è sempre indicato sul flacone, e la sua assenza non è di per sé un cattivo segno: un prodotto formulato per il cane da un produttore serio è già calibrato. Il pH resta comunque solo uno dei criteri.
Uno shampoo per bambini va bene per un cane?
No, malgrado la sua reputazione di delicatezza. Uno shampoo per bambini resta un prodotto umano, formulato per un pH cutaneo più acido e per un cuoio capelluto, e la sua delicatezza riguarda soprattutto la tollerabilità oculare. Un uso occasionale di emergenza non provoca catastrofi, ma non deve diventare un'abitudine.
E se ho lavato il mio cane con uno shampoo umano una volta?
Un lavaggio isolato su una pelle sana passa in genere senza conseguenze visibili. Risciacqua abbondantemente con acqua pulita e tiepida, poi osserva la pelle nei giorni successivi. Se compaiono arrossamenti, forfora o prurito e la cosa si installa, mostra il tuo cane a un veterinario invece di provare subito un altro prodotto.
Questa scheda spiega e orienta. Non costituisce una diagnosi e non sostituisce una visita veterinaria. È pubblicata in versione preliminare e sarà firmata appena un medico veterinario l'avrà validata.
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